Clémentine Delait e i saldi

Una bella serata tra amici a parlare di cose importanti e profonde: L’essenza stessa delle cose, la scelta dei valori e dei riferimenti, i saldi di fine stagione, il bivio che abbiamo imboccato e che ci condurrà inevitabilmente verso una società priva di valori e orientata irrimediabilmente al consumismo più sfrenato a discapito di un terzo mondo che continueremo ininterrottamente a sfruttare e a discapito della vera meta verso la quale dovremmo procedere: la conoscenza.
L’aver notato in quella occasione il diverso atteggiamento assunto dalle donne e dagli uomini presenti nei confronti di quella che io definirei sindrome da shopping maniaco compulsivo.
Il fatto che i saldi di fine stagione si applichino solo e soltanto all’abbigliamento e, mi piace pensare, soprattutto a quello femminile e che altri articoli come per esempio l’antigelo, le aspirine o il burro di cacao, seppur tipicamente invernali, non subiscano sostanziali variazioni di prezzo ne durante il periodo dei saldi ne ad Agosto.
Il fatto che immancabilmente in occasione dei saldi mi tocca attendere la chiusura del centro commerciale e che tutti siano già a ripartiti con la propria automobile per poter ritrovare la mia che in fin dei conti era solo parcheggiata nel settore B5.
La profonda invidia che provo nei confronti di chi, uscendo per far compere non dimentica il giorno di chiusura o la monetina che serve per il carrello o il portafoglio a casa …
Sono queste le cose che mi hanno fatto riflettere sul fatto che effettivamente è meglio così, … è meglio che le donne non abbiano la barba, altrimenti ogni giorno, dopo essersi rasate chiederebbero se non si nota qualcosa di diverso!
Alberto
Letture consigliate:
- PSICOPATOLOGIA DELL’ACQUISTO: LA SINDROME DA SHOPPING
- CLEMENTINE DELAIT


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