“Venerdì scorso ho seguito fino alle due di notte passate il confronto televisivo Berlusconi-Rutelli e ne sono rimasto delusissimo”.
Ormai lo sapranno pure i sassi, fino ad oggi mi sono trovato a ripeterlo tutti i giorni, anche più volte al giorno e, spero, a persone diverse, ho continuato dire che mi è sembrata una farsa, un non-confronto, che piuttosto che assistere ad una buffonata del genere avrei preferito vedere scorrere a monitor (tipo titoli di coda) i programmi delle due coalizioni di governo uno su fondo rosso e uno su fondo nero in modo che se ne afferri senza ombra di dubbio la legittima proprietà … alle volte ci si può confondere leggendo solo i punti programmatici, ho continuato dire che aspetto ancora con ansia il giorno in cui due veri leader si confronteranno lealmente snocciolando proposte vere sulle quali alle volte concorderanno alle volte no, ma solo e soltanto adducendo motivazioni inconfutabili, indiscutibili, inoppugnabili, assolutamente vere. Aspetto ancora con ansia il giorno in cui dopo un confronto televisivo tra due leader politici spegnerò il televisore felice di essere ancora più confuso riguardo chi sarebbe meglio eleggere come capo del governo ma anche come guida spirituale.
È con questo sentimento di rifiuto totale della falsa informazione, e cioè di tutta l’informazione televisiva, che affronto i giorni seguenti, semplicemente mi rifiuto di guardare i telegiornali, di leggere i quotidiani, mi sono addirittura irrigidito quando, al bar, mentre prendevo un caffé, un signore anziano declamava la sua personale quanto banale invettiva sul rialzo dei prezzi dovuto all’euro, notizia tra l’altro assai vecchia.
Devo dire che il fatto di non conoscere assolutamente i fatti del giorno, inizialmente ha addirittura giovato al mio umore e dopo poco mi ero quasi assuefatto a quel “friccicorino” dovuto alla sensazione di superiorità morale e di consapevolezza delle proprie posizioni che mi sentivo addosso proprio a causa della mia momentanea disinformazione e della quasi monacale e austera astinenza informativa.
Purtroppo però, come le menti più brillanti sanno, tutto finisce, anche il Grande Fratello prima o poi, mi auguro.
Sarà stata colpa della mia malcelata coscienza civile? O forse della mia proverbiale educazione civica? O ancora la mia convinzione che “virtute e conoscenza” siano le migliori strade da seguire, sebbene furono fatali per chi le percorse per primo oltrepassando le colonne d’ercole?
Sono domande destinate a restare senza risposta, come quelle importanti della vita, come le definizioni dei cruciverba che tento di fare di tanto in tanto, una cosa sola è certa: stasera ho guardato il telegiornale.
Il Tg2.
Sono stato sorpreso di trovare finalmente le guide spirituali che cercavo, con sollievo debbo constatare che gli utopici leader che mi ero prefigurato da ultimo sono arrivati, sono stupito di quanto fossi stato accecato dal bombardamento mediatico per non accorgermi che il vero dibattito da seguire fosse anziché quello Berlusconi-Rutelli su Matrix, quello tra Pappalardo e Er Mutanda sicuramente più vivace e tra l’altro condito dall’intervento telefonico del figlio di Pappalardo, il risentimento di Maria Giovanna Elmi, la replica di Aragozzini, senza dimenticare la batosta di Monica Setta che afferma, rivolta ad un sempre più infuriato Adriano, testuali parole “Sei un Al Bano mancato”.
Dico la verità, ho accusato il colpo, ancora scosso ma vivo ho atteso con ansia la notizia successiva, speranzoso, augurandomi un qualcosa di mistico, proprio ciò di cui avrei bisogno, qualcosa di mistico che abbia a che fare con la fede e la religione qualcosa che possa rinfrancare le mie certezze: “un vetro attraverso il quale si vede il crocifisso”, “una vecchia signora che afferma di aver visto l’immacolata” o meglio ancora “una statua della madonna che lacrima sangue”.
Ed eccolo che arriva … , di certo non ho potuto gemere o lagnarmi quando per tutta risposta ho ricevuto un montante sinistro che mi ha fatto vacillare sulle gambe cogliendomi di sorpresa.
Wanna Marchi piange, non sangue, ma a dirotto durante la deposizione spontanea che ha concesso ai magistrati e al suo pubblico come fosse un intervista o un minuto del suo tempo a un fotografo. Piange, temo convincendo qualcuno, come la madonna piange sangue, temo convertendo i più, e conclude la sua omelia con uno smielato e tristissimo “ Non ho mai nascosto niente al mio pubblico, mai … ho festeggiato con loro i momenti felici, ho chiesto aiuto a loro quando ne ho avuto bisogno … questa è Wanna Marchi, … questa sono io signor presidente”.
In preda allo sconcerto, seriamente turbato, ormai in balia del mio avversario, il televisore e alla mercè della sua compagna, l’informazione, ricevo il gancio sinistro che mi costringe alle corde e a questo punto passivamente apprendo che è notizia del giorno quella che narra di due personaggi dai nomi talmente bizzarri che neanche il più estroso e stravagante Benni sarebbe stato in grado di pensare: padre Fedele Bisceglia e il suo collaboratore, Antonio Gaudio
Questi figuri con fedele gaudio, appunto avrebbero sottoposto una suora a violenze “singole e di gruppo” documentando il tutto con filmati e fotografie.
Poi alla fine liberatorio arriva il ko, danno la notizia di una donna che in preda una crisi da shopping compulsivo riesce a spendere ben 4000 euro presso lo squallidissimo e quantomai sfornito Autogrill di Anagni, come ci sarà riuscita mi chiedo e mi sorprendo a rispondermi:” questa è l’informazione che ci meritiamo, … questi siamo noi, signor presidente”
Improvvisa e incontenibile mi assale la voglia di defecare, come se dovessi liberarmi urgentemente da tutto ciò che ho dovuto trangugiare negli ultimi minuti, corro in bagno, espleto le mie funzioni corporali e tragicamente mi accorgo di aver dimenticato di rimpiazzare il rotolo di carta igienica con uno nuovo l’ultima volta, in preda al panico decido allora di utilizzare alla bisogna la carta di un quotidiano che campeggia in bella vista sul mobiletto con in prima pagina questo titolo “Legittimo difendersi in casa anche con le armi”.
E proprio in quel momento che in preda di un grave avvilimento, mi accorgo di sussurrare sentitamente :
“che giornata di merda!”